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Congresso

XIV CONGRESSO DEGLI ITALIANISTI SCANDINAVI

Abbiamo il grande piacere di darvi un caldo benvenuto al congresso degli italianisti scandinavi a Bergen

Illustrasjon  i forbindelse med italiensk konferanse i Bergen
Photo:
Jostein Eidskrem

Main content

Per la XIV edizione del nostro congresso abbiamo scelto come tema centrale la città. Oltre a questi temi, sono benvenuti contributi su altri ambiti di interesse per gli studi di italianistica, contribuendo così a una discussione ricca e interdisciplinare.

KEYNOTE SPEAKERS

Iørn Korzen è professore emeritus della Copenhagen Business School (CBS), dove è stato professore ordinario e responsabile del Dipartimento di italiano. Ha pubblicato circa 175 lavori di ricerca (articoli e volumi) con particolare fuoco sulla linguistica tipologica e la linguistica testuale, ed ha (co-)organizzato diversi seminari e conferenze in Europa sulla linguistica comparativa. Nel 1996 ha ottenuto la libera docenza (Danish doctor’s degree) con la dissertazione L’articolo italiano fra concetto ed entità, e nel biennio 2002-2004 è stato presidente della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana, SILFI.

Tania Rossetto è professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità dell'Università di Padova, dove insegna Geografia culturale, Geografia sociale e Cultura e rappresentazione dei paesaggi urbani. La sua ricerca si situa tra l’epistemologia geografica, gli studi visuali e la cartografia culturale. Si è occupata di narrativa urbana di ambito veneziano e dei rapporti tra cartografia e letteratura. Ha recentemente co-curato un Handbook of Cartographic Humanities (Routledge 2024) ed è co-autrice di Città. Introduzione critica alla geografia urbana (UTET 2025).

Graziano Serragiotto professore ordinario in Linguistica Educativa, ha diretto e partecipato a diversi gruppi di ricerca nazionali e internazionali. Lavora da anni nella formazione degli insegnanti di lingue straniere e di italiano come seconda lingua/lingua straniera; inoltre, si occupa di CLIL e di valutazione degli apprendimenti linguistici. È il direttore del Laboratorio ITALS (www.itals.it) e il direttore del Master ITALS per la promozione della lingua e culture italiane.

Matteo Santipolo è professore ordinario di Didattica delle lingue moderne presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DISLL) dell’Università di Padova dove insegna Glottodidattica, Sociolinguistica, Didattica dell’italiano L2, Bilinguismo precoce e Inglese giuridico. È presidente della Società italiana di Didattica delle lingue e linguistica educativa (DILLE), di cui è stato anche co-fondatore. Ha fondato e dirige il CESLE Centro studi sulla linguistica educativa del DISLL. È membro del comitato scientifico della Società Dante Alighieri, Sede centrale di Roma e direttore scientifico della rivista RILA. Rassegna italiana di linguistica applicata, nonché fondatore e direttore della collana di volumi “La fiera delle lingue” di Mondadori-Università. Autore di circa 170 pubblicazioni scientifiche, ha tenuto conferenze e seminari in oltre 50 paesi ed è stato visiting professor presso 11 Università in tutti e cinque i continenti. Si occupa prevalentemente di didattica delle lingue moderne, didattica degli aspetti sociolinguistici nelle lingue straniere, plurilinguismo, sociolinguistica e politica linguistica. È socio ordinario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo dal 2007.

ABSTRACT

Iørn Korzen:
Coesione testuale: anafora, catafora e diafora
Il concetto di anafora testuale, un costituente la cui interpretazione semantica e/o referenziale dipenda da un elemento del co-testo precedente, “l’antecedente”, è piuttosto bene indagato e documentato nella letteratura. Nel mio intervento presento prima un panorama, lo “stato dell’arte” della ricerca sull’anafora, con particolare riferimento ai diversi tipi di anafora e ai più importanti fenomeni contrastivi italiano – scandinavo alla luce delle tipiche differenze di struttura testuale.
Presenterò poi il concetto di catafora, un costituente la cui piena interpretazione semantica e/o referenziale dipenda da un elemento del co-teesto seguente, elemento detto “postcedente” o “sorgente”. La catafora è un fenomeno meno studiato e molto meno frequente di quello dell’anafora, sia in italiano che nelle lingue scandinave; un esempio di un testo narrativo italiano:

  1. Il tempo ha cominciato a diradarli, eppure non si può ancora dire che [Ø] siano pochi, a Ferrara, quelli che ricordano il dottor Fadigati [...]. (Giorgio Bassani: Gli occhiali d’oro; l’inizio del romanzo).
    Qui il pronome li di diradarli e il soggetto zero [Ø] di siano si riferiscono al sintagma seguente, quelli che ricordano il dottor Fadigati. In altri casi può trattarsi di una catafora sintagmatica, come in (2):
     
  2. Dopo la morte del padre, il sedicenne Cole si trasferisce con la madre in una nuova casa […]. (Rai teletext, presentazione della serie TV Un fantasma accanto a me, RAI 2, 1.1.2026), dove il sintagma nominale il padre si riferisce al sedicenne Cole. In (1) abbiamo a che fare con catafore co-referenziali, in (2) con una catafora associativa.

Nel mio intervento approfondisco questi fenomeni focalizzando i vari tipi di catafora a seconda della relazione semantica della catafora con il postcedente, e rilevando i parallelismi fra le tipologie delle catafore e delle anafore. Mi baso in parte sugli esempi di catafora (pronominale, sintagmatica ed ellittica) trovati in due corpora bilingui italiano-danese, uno di testi argomentativi, uno di notiziari trasmessi. Molti esempi argomentativi sono peraltro analizzabili come “diaforici” nella terminologia di Maillard (1974): allo stesso tempo anaforici e cataforici. Cerco inoltre di spiegare le ragioni per la particolare “difficoltà” (e quindi rarità) della relazione cataforica.

Bibliografia essenziale
Bühler, Karl (1934). Sprachtheorie: Die Darstellungsfunktion der Sprache. Jena: Gustav Fischer.
Ferrari, Angela (2010). Catafora.  Espressioni cataforiche. In: Raffaele Simone (a cura di), Enciclopedia dell’Italiano. Roma: Treccani, 181-186.
Kęsik, Marek (1989). La cataphore. Paris: P.U.F.
Kęsik, Marek (2014). Cataphore / anaphore: complémentarité référentielle, sémantique et syntaxique. In: René Daval, Pierre Frath, Emilia Hilgert & Silvia Palma. Les théories du sens et de la référence. Res per nomen: Volume 4. Éditions et presses universitaires de Reims, 567-578.
Korzen, Iørn (2023). Di che cosa parliamo quando siamo infedeli? Alcune puntualizzazioni sulle valenze di rinvio: anafora, catafora ed esofora. Globe: A Journal of Language, Culture and Communication, 17: 106-118. https://doi.org/10.54337/ojs.globe.v17i.8203
Korzen, Iørn (2025). Topicality, text structure and anaphoric relations. Globe: A Journal of Language, Culture and Communication 19: 28-50. https://doi.org/10.54337/ojs.globe.v19i1.10669
Maillard, Michel (1974). Typologie des substituts diaphoriques. Langue française 21: 55-71.
Stojmenova, Roska (2014). Catafora au sens strict vs catafora au sens large. Problemi di definizione e di delimitazione. In Iørn Korzen, Angela Ferrari & Anna-Maria De Cesare (a cura di): Tra romanistica e germanistica: lingua, testo, cognizione e cultura, Bern et al.: Peter Lang, 277-291.

Tania Rossetto: 
Città, tra spazio e racconto: approcci geoculturali alle urban humanities
A partire da una prospettiva geografico-culturale, l'intervento offre uno sguardo panoramico su linee di ricerca emergenti e contributi recenti nell'ambito degli studi umanistici sulla città. Già consolidato negli ultimi decenni dallo spatial turn, il rapporto tra geografia e studi letterari, visuali e culturali ha infatti continuato a produrre ulteriori dinamiche di collaborazione, trovando nello spazio urbano un fondamentale laboratorio. Oltre alla dimensione teorica, interpretativa e accademica, questa stagione di studi urbani umanistici ha visto un crescente coinvolgimento delle città reali, delle loro geografie e trasformazioni materiali, come degli attori sociali, economici e istituzionali. Passando "from page to place", il racconto della città ha dunque ulteriormente potenziato il bisogno di dialogo tra geografia e studi umanistici. Il contributo esplora queste tendenze oggi in atto delineando una serie di possibilità (attorno a pedagogie, geo-testualità, co-produzioni, turismi, e altro ancora), esemplificandole di volta in volta con lavori o progetti relativi al contesto italiano e alle sue specificità urbane.

Graziano Serragiotto:
Inclusione nel territorio veneziano: insegnamento dell'italiano alla comunità bengalese.

L’intervento presenta un progetto di ricerca all’interno dello Spoke 9 – Cultural Resources for Sustainable Tourism (CREST), parte del più ampio programma Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society (CHANGES), finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il progetto ha mirato a coinvolgere attivamente le comunità locali per proporre modelli di sviluppo condivisi, capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico e della transizione digitale attraverso nuove narrazioni inclusive. Nello specifico nel gruppo che ho coordinato si è scelto di esplorare la costruzione di sillabi multiculturali come strumenti per rendere il patrimonio più accessibile e condiviso.

Lo scopo era di fornire sillabi modulari e adattabili che potessero sostenere l’apprendimento dell’italiano da parte di adulti e giovani adulti con background migratorio, promuovendone al tempo stesso l’integrazione linguistica, sociale e lavorativa.

Il progetto è stato curato da un gruppo di ricerca multidisciplinare, composto da studiose e studiosi afferenti a settori scientifico-disciplinari diversi e questo ha permesso di integrare competenze glottodidattiche, linguistiche e interculturali nella progettazione dei sillabi e nella riflessione sulle pratiche educative rivolte ad apprendenti con background migratorio.

Inoltre, si sono costruite delle mappe interattive attraverso la creazione di una web app dal titolo “Welcome to Venice” che potesse offrire indicazioni pratiche e linguisticamente accessibili sui principali nodi della vita in città.

Il progetto ha voluto costruire spazi pubblici di pensiero e collaborazione, aprendo la ricerca a forme dialogiche, partecipative e interculturali, fondamentali per un’educazione linguistica realmente inclusiva.

Matteo Santipolo:
Plurilinguismo e multiculturalismo in una città di provincia:
il caso di Rovigo. Analisi e potenziale (socio-)linguistico-educativo

Il contributo analizza le dinamiche di plurilinguismo e multiculturalismo nella realtà urbana di Rovigo, città di provincia del Nord Italia che, pur lontana dai grandi centri metropolitani, mostra una crescente diversificazione linguistica e culturale legata ai flussi migratori contemporanei. Accanto alle lingue di immigrazione, un ruolo significativo è svolto dalla persistente dialettofonia locale, che continua a rappresentare una componente identitaria e comunicativa rilevante (specie col fenomeno della semi-dialettofonia), contribuendo a configurare un repertorio linguistico complesso in cui italiano, dialetto e altre lingue convivono e interagiscono.

L’intervento integra, inoltre, una prospettiva di linguistic landscape, osservando la presenza e la visibilità delle lingue nello spazio pubblico (segnaletica, commercio, comunicazione istituzionale e informale) come indicatori di vitalità linguistica e di processi di integrazione sociale, rispetto a tutte le lingue che costituiscono il repertorio.

Attraverso dati sociolinguistici, osservazioni sul territorio e riferimenti al contesto educativo locale, l’analisi intende mettere in luce sia le criticità sia le opportunità che tale pluralità comporta per la scuola, i servizi e la comunità. In particolare, si evidenzia il potenziale educativo del plurilinguismo in chiave inclusiva, sottolineando come politiche linguistiche e pratiche didattiche mirate possano valorizzare le competenze linguistiche degli studenti e favorire la coesione sociale.

 

PROGRAMMA

Per il programma dettagliato, controlla i link nella sezione sottostante

Mercoledì   —   10 Giugno; 2026
09:30-10:00

Apertura dei lavori
Saluti delle autorità accademiche dell'Università di Bergen
Rettrice Magareth Hagen e Direttore di Dipartimento Martin Paulsen
Saluti della Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura, Raffaella Giampaola
Introduzione: Camilla Skalle e Marco Gargiulo

10:00-11:00

Conferenza plenaria
Matteo Santipolo
Plurilinguismo e multiculturalismo in una città di provincia: il caso di Rovigo. Analisi e potenziale (socio-)linguistico-educativo

11:00-11:15Coffee break

11:15-13:15

Sessioni parallele
13:15-14:15Pausa Pranzo
14:15-15:15

Graziano Serragiotto
Inclusione nel territorio veneziano: insegnamento dell’italiano alla comunità bengalese

15:30-17:30Sessione unica di didattica

Giovedi - 11 Giugno 202

09:30-10:30

Conferenza plenaria
Tania Rossetto
Città, tra spazio e racconto: approcci geoculturali alle urban humanities

10:30-11:15Coffee break

11:15-13:15

Sessioni parallele
13:15-14:15Pausa pranzo

14:15–15:15

Conferenza plenaria
Iørn Korzen
Coesione testuale: anafora, catafora e diafora

15:15-17:00Sessioni parallele
19:30Cena sociale
Venerdi - 12 Giugno 2026
10:00-12:00Sessioni parallele
12:15

Roberto Ubbidiente, Silvia Verdiani, Marco Gargiulo
BIP HUBerTUS, chi era costui? Reportage da tre città

 Sessione digitale
Presentazioni student master
 

Tavola rotonda
Chiusura dei lavori e saluti finali

REGISTRAZIONE E PAGAMENTO - Si prega di iscriversi entro e non oltre 10 maggio. Rimborso del 95% per le cancellazioni effettuate entro il 17 maggio 2026; nessun rimborso dopo tale data.

La partecipazione al Congresso prevede una quota di iscrizione di 650 NOK e 450 NOK per dottorandi ed emeriti.

La quota copre i pranzi e le pause caffè.

Il costo della cena sociale è di 850NOK a persona e in caso di allergie ed esigenze alimentari vi chiediamo la cortesia di segnalarle.

Per il modulo d’iscrizione al convegno e altre informazioni sul pagamento, vi preghiamo di seguire questo link.

Si prega di iscriversi entro e non oltre 10 maggio. Rimborso del 95% per le cancellazioni effettuate entro il 17 maggio 2026; nessun rimborso dopo tale data.